Sculture, ceramiche, installazioni

Scultura

… È in questo ambito che colloco le opere della scultrice: nel lavoro che si allontana dal costante caos percettivo, che si distanzia da forme razionali, da colori violenti, da ritmi ossessivamente monotoni o eccessivamente vorticosi. È un lavoro che abbandona la spettacolarità per avvicinarsi progressivamente ad una concentrazione, ad un dialogo silenzioso e contemplativo fra se e se, fra se e la materia.
Susanna Perin, artista

La leggerezza è la cifra stilistica di Debora Mondovì: una leggerezza conquistata ‘in levare’ trasformando l’atto del modellare la materia – sia essa terracotta o corda – in meditazione.
Nascono così le sue sculture, non di rado dai titoli evocativi sulla condizione umana: non certo un percorso apertamente autobiografico, ma il riportare il personale all’universale, trasformando l’azione artistica in riflessione comune. Nata come ceramista (è il caso di dirlo, visto che è una storia che inizia nella sua infanzia), è sempre stata attratta dalle corde: su una carriera ben lunga e nutrita di mostre, collaborazioni e workshop anche terapeutici, in anni più recenti il legame e la tessitura, con o senza inclusioni, sono diventati mezzi espressivi sempre più autonomi e paralleli.
Penelope Filacchione critica e storica dell’arte, artsharing

Le sculture in terracotta sono quasi tutte realizzate con la tecnica a colombini, e la variazione cromatica è data dall’utilizzo di differenti argille talvolta ingobbiate. Questa tecnica, permette di creare forme vuote e aperte, in modo da creare un continuo dialogo tra lo spazio esterno e quello interno alla scultura, tra la presenza e l’assenza di materia.
Ogni differente materiale rappresenta un differente concetto di tempo o ritmo: la pietra, integra, simboleggia l’eternità del tempo che non porta i segni della nostra vita, ma quelli della vita; l’argilla invece indica il tempo che passa velocemente, le dita che la plasmano registrano ogni istante nel suo divenire; e infine la corda, che porta in se il movimento ripetitivo e costante della mano, un ritmo mantrico capace di educare all’attesa e alla riflessione.